sabato 11 luglio 2009

La struttura caratteriale dell'uomo d'oggi



Alhoa! Torno a scrivere qui dopo oltre 3 mesi; mi fa piacere trovarti ancora qui.
Vorrei dare un po' di risonanza a qualcosa che al giorno d'oggi su questo pianeta Gaia pare piuttosto trascurato, ancorché la nostra vita ne sia in apparenza piena e perfino traboccante.

Un po' di Wilhelm Reich non fa mai male . . . .
Riusciremo a capire qualcosa in più di noi stessi e della nostra società contemporanea, ascoltando le conclusioni a cui era giunto questo "medico dei pazzi" fin dal 1927?

yours truly
PoP




[ . . . ]

"La struttura caratteriale dell'uomo d'oggi, che riproduce una struttura patriarcale autoritaria vecchia di seimila anni, è contrassegnata da
un'armatura caratteriale contro la natura che egli porta in sé e contro la miseria sociale che esiste al di fuori di sé. Essa è il fondamento della solitudine, dell'assoluta necessità di aiuto, del morboso desiderio di autorità, del timore della responsabilità, delle tendenze mistiche, della miseria sessuale, della ribellione nevrotica-impotente come della sopportazione morbosa e innaturale. Gli esseri umani hanno assunto un atteggiamento ostile verso ciò che è vivo in loro, estraniandosene. Questa estraniazione non è di origine biologica, ma ha invece un'origine socio-economica. Essa non si riscontra negli stadi della storia dell'umanità che hanno preceduto lo sviluppo del patriarcato.

Alla naturale gioia di lavorare e di agire si è sostituito il dovere coattivo. La struttura media della massa degli uomini si è modificata assumendo le caratteristiche dell'impotenza e della paura di vivere, di modo che non solo si sono potute affermare le dittature autoritarie, ma queste si sono potute addirittura giustificare richiamandosi ad atteggiamenti umani esistenti, come la mancanza di senso della responsabilità e l'infantilismo. La catastrofe internazionale che stiamo vivendo è l'estrema conseguenza di questa estraniazione dalla vita.

La causa principale del fatto che la maggior parte degli uomini sono modellati secondo uno stampo imposto dall'alto non è l'amore naturale dei genitori per i figli, bensì la
famiglia autoritaria. Il suo principale strumento è la repressione della sessualità nel bambino e nell'adolescente.

Natura e cultura, istinto e morale, sessualità e lavoro sono divenuti incompatibili in seguito alla scissione avvenuta nella struttura del carattere umano.
L'unità e la non-contraddittorietà di cultura e natura, lavoro e amore, morale e sessualità -- a cui si aspira da tanto tempo -- rimarrà un sogno finché gli uomini non riconosceranno l'esigenza biologica della soddisfazione sessuale naturale (orgastica). Fino a quel momento anche la vera democrazia e la libertà responsabile rimarranno un'illusione e la supina sottomissione alle caotiche condizioni sociali continuerà a caratterizzare l'esistenza umana. Fino a quel momento prevarrà l'estinzione della vita attraverso l'educazione coattiva e la guerra.

Nel campo della psicoterapia, ho elaborato la tecnica della
vegetoterapia analitica del carattere. Il suo principio fondamentale è il ripristino della mobilità bio-psichica attraverso lo scoglimento degli irrigidimenti caratteriali e muscolari ("armature"). Questa tecnica di guarigione delle nevrosi è stata fondata sperimentalmente con la scoperta della natura bio-elettrica della sessualità e dell'angoscia. La sessualità e l'angoscia sono direzioni opposte della funzione dell'organismo vivente: espansione piacevole e contrazione angosciosa.

[ . . . ]

(Wilhelm Reich, "Nota introduttiva", in "La funzione dell'orgasmo", 1927)






1 commento:

_PoP_ ha detto...

Niente commenti eh? Infatti che c'è da commentare su verità lapalissiane come questa?
;)
PoP