mercoledì 11 novembre 2009

In ricordo di Massimo Urbani



Massimo Urbani nella Fabbrica Abbandonata (2 di 4)

sabato 11 luglio 2009

La struttura caratteriale dell'uomo d'oggi



Alhoa! Torno a scrivere qui dopo oltre 3 mesi; mi fa piacere trovarti ancora qui.
Vorrei dare un po' di risonanza a qualcosa che al giorno d'oggi su questo pianeta Gaia pare piuttosto trascurato, ancorché la nostra vita ne sia in apparenza piena e perfino traboccante.

Un po' di Wilhelm Reich non fa mai male . . . .
Riusciremo a capire qualcosa in più di noi stessi e della nostra società contemporanea, ascoltando le conclusioni a cui era giunto questo "medico dei pazzi" fin dal 1927?

yours truly
PoP




[ . . . ]

"La struttura caratteriale dell'uomo d'oggi, che riproduce una struttura patriarcale autoritaria vecchia di seimila anni, è contrassegnata da
un'armatura caratteriale contro la natura che egli porta in sé e contro la miseria sociale che esiste al di fuori di sé. Essa è il fondamento della solitudine, dell'assoluta necessità di aiuto, del morboso desiderio di autorità, del timore della responsabilità, delle tendenze mistiche, della miseria sessuale, della ribellione nevrotica-impotente come della sopportazione morbosa e innaturale. Gli esseri umani hanno assunto un atteggiamento ostile verso ciò che è vivo in loro, estraniandosene. Questa estraniazione non è di origine biologica, ma ha invece un'origine socio-economica. Essa non si riscontra negli stadi della storia dell'umanità che hanno preceduto lo sviluppo del patriarcato.

Alla naturale gioia di lavorare e di agire si è sostituito il dovere coattivo. La struttura media della massa degli uomini si è modificata assumendo le caratteristiche dell'impotenza e della paura di vivere, di modo che non solo si sono potute affermare le dittature autoritarie, ma queste si sono potute addirittura giustificare richiamandosi ad atteggiamenti umani esistenti, come la mancanza di senso della responsabilità e l'infantilismo. La catastrofe internazionale che stiamo vivendo è l'estrema conseguenza di questa estraniazione dalla vita.

La causa principale del fatto che la maggior parte degli uomini sono modellati secondo uno stampo imposto dall'alto non è l'amore naturale dei genitori per i figli, bensì la
famiglia autoritaria. Il suo principale strumento è la repressione della sessualità nel bambino e nell'adolescente.

Natura e cultura, istinto e morale, sessualità e lavoro sono divenuti incompatibili in seguito alla scissione avvenuta nella struttura del carattere umano.
L'unità e la non-contraddittorietà di cultura e natura, lavoro e amore, morale e sessualità -- a cui si aspira da tanto tempo -- rimarrà un sogno finché gli uomini non riconosceranno l'esigenza biologica della soddisfazione sessuale naturale (orgastica). Fino a quel momento anche la vera democrazia e la libertà responsabile rimarranno un'illusione e la supina sottomissione alle caotiche condizioni sociali continuerà a caratterizzare l'esistenza umana. Fino a quel momento prevarrà l'estinzione della vita attraverso l'educazione coattiva e la guerra.

Nel campo della psicoterapia, ho elaborato la tecnica della
vegetoterapia analitica del carattere. Il suo principio fondamentale è il ripristino della mobilità bio-psichica attraverso lo scoglimento degli irrigidimenti caratteriali e muscolari ("armature"). Questa tecnica di guarigione delle nevrosi è stata fondata sperimentalmente con la scoperta della natura bio-elettrica della sessualità e dell'angoscia. La sessualità e l'angoscia sono direzioni opposte della funzione dell'organismo vivente: espansione piacevole e contrazione angosciosa.

[ . . . ]

(Wilhelm Reich, "Nota introduttiva", in "La funzione dell'orgasmo", 1927)






sabato 21 marzo 2009

I MIti di Gaia





La storia racconta come era Gaia prima che Essa si unisse con la Terra, e come
Essa venne ad essere l'intelligenza residente del pianeta e la madre delle specie terrestri.

La storia viene raccontata in Quattro Parti, ognuna consistente di brevi Episodi:




La Dea Caduta

Il Risveglio di Gaia

Lo Screzio fra i Generi


Alla Luce di Domani




La Prima Parte, La Dea Caduta, si apre con una compagnia di dei, detti Eoni, divinità che dimorano nel nucleo della nostra galassia. Racconta come uno di questi poteri immortali, noto agli gnostici come Eone Sophia si diparte in modo incauto dal nucleo, provocando devastazione nella regione esterna della galassia, precipitando poi in un deliquio.. Racconta di come Sophia, nel Suo disorientamento e shock, si accorge gradualmente di aver prodotto un'anomalia nel cosmo, facendo crescere questo sistema planetario, nel quale viene catturata la Terra che Essa incorpora. Complicazioni implicanti una specie inorganica detta gli Arconti mette Sophia in un a situazione imbarazzante rispetto alla specie umana.





La seconda parte, Il Risveglio di Gaia, racconta la lunga sequenza in cui la Dea Caduta si risveglia alla sua nuova identità di "Madre Terra". Descrive le epoche geologiche della Terra e l'emergere dei regni della natura in termini di "condizioni morfiche" di Gaia.



La Terza Parte,
Lo Screzio fra i Generi, descrive una curiosa malattia umana che si manifesta in malevolenza tra i sessi, sorta a causa del tuffo di Gaia, e spiega come gli umani sono coinvolti con Gaia nel sanare questa condizione.




La Quarta Parte,
Alla Luce di Domani, descrive il futuro della Terra e il possibile ruolo dell'umanità in prospettiva con gli scopi di Gaia.




Il mito della Caduta di Sophia fu insegnato per secoli nei Misteri Pagani e raccontato negli scritti Gnostici giunti fino a noi in forma frammentaria.
Si tratta di un mito distinto dalla storia Giudeo-Islamica della Caduta (la narrazione della Genesi) e difatti rovescia i valori e le credenze contenuti in quel ben noto scenario.

I Miti di Gaia sono una stretta ricostruzione di insegnamenti sacri perduti dall'umanità da almeno duemila anni.




domenica 15 marzo 2009

La tesi dei Trimondi rinforzata da gnostici












Invitando a dare un'occhiata (meglio sarebbe "un'attenta lettura" -- se uno sapesse l'nglese...) all'articolo:
http://www.metahistory.org/tantra/path/DakiniWeather.php
per quanto riguarda i miei recenti articoli su "L'ombra del Dalai Lama" e e, in quest'articolo, per una visione Gnostica del Buddhismo Tibetano, ne riporto una brevissima citazione che sintetizza, in modo analogo alla tesi dei Trimondi, quanto si vuol dimostrare.
E cioè che (secondo i Trimondi):

"Il mistero del Buddismo Tantrico si basa sulla manipolazione dell'amore erotico, in modo da realizzare il potere androcentrico universale".

E secondo
Guenther, nel suo commento a Long Chen Pa*:

"Rgyud è l'equivalente Tibetano del Sanscrito tantra. Secondo le indicazioni di
Long Chen Pa, il "tantra dell'uomo" (pho-rgyud) porta al rinforzo rigido e totalitario in sistemi ingannevoli, mentre il "tantra delle donne" (mo-rgyud) ci libera dall'evidente blocco dell'auto-liberante consapevolezza divina, o perfetta attenzione. Una scoperta molto straordinaria, come minimo. Specialmente in vista del fatto che l'intera baracca del Dzogchen e Vajrayana tradizionali, per non parlare del Buddhismo Mahayana e Hinayana, non è altro che "tantra dell'uomo", inventato dagli uomini, praticato e perpetuato dagli uomini e in favore di essi...."

*Nota: Il più importante terma (tesoro) nella tradizione tibetana è il Long Chen Nying Thig, "la grande espansione dell'essenza del cuore," basato sugli insegnamenti di Long Chen Pa.



mercoledì 4 marzo 2009

Wilhelm Reich



Nel Cinquantesimo Anniversario della morte di Wilhelm Reich

relazione tenuta a Gioiosa Marea (24 novembre 2007)
Prof. Nicola Glielmi


Per parlare di W. Reich che siamo qui a commemorare nel cinquantesimo della sua morte....
faccio alcune premesse per comprendere come egli si è mosso nel campo scientifico e quanto egli sia di grande attualità e per nulla superato come vanno predicando taluni che sono caduti nel più greve misticismo, da Reich giudicato come malattia e come la causa principale di molti mali e di molte guerre.
I malati psichici, detti alienati o pazzi, prima della Rivoluzione francese erano trattati come bestie, legati in catene, bastonati, tenuti a pane ed acqua e nei loro escrementi.
Dopo la Rivoluzione francese ebbero un trattamento più umano. Tuttavia nulla si sapeva delle cause e dell'origine dei disturbi mentali che continuavano ad essere attribuiti a tare ereditarie e a possessione diabolica.
A tutt'oggi la genetica non ha scoperto il gene della follia e molti ammalati vengono trattati con rituali magici e con esorcismi.
Nell'Ottocento e Novecento vennero studiati, descritti e classificati i sintomi delle malattie mentali che possiamo riassumere in due grandi gruppi.

Nel primo gruppo rientrano le schizofrenie caratterizzate dai disturbi dell'ideazione fino al delirio, quasi sempre accompagnato da allucinazioni. L'allucinazione è un fenomeno patologico per il quale si vede, o si sente come reale ciò che non c'è. Le allucinazioni possono essere visive, uditive, olfattive, gustative e tattili.
Seguono le depressioni del tono dell'umore caratterizzate da una grande tristezza che può portare una persona al suicidio.
Quindi la paranoia che presenta megalomania fino al delirio di grandezza e di persecuzione molto lucidi.

Nel secondo gruppo rientrano le nevrosi fobico ossessive e l'isterismo. Nella nevrosi fobica il soggetto ha paura, per esempio, di avere le mani sporche e le lava ossessivamente per intere ore.
L'isterismo è caratterizzato da instabilità emotiva e da disturbi somatici. Per esempio, una persona presenta aumento delle pulsazioni cardiache. Si convince d'essere malata di cuore, mentre non lo è.

Nel secolo scorso gli studiosi ricercarono le cause dei disturbi psichici in patologie organiche, nelle malattie infettive, nella sociologia e nella psicologia.
Sigmund Freud e i suoi allievi, tra i quali Adler e Jung, presero ad esaminare la Psiche umana.

Per Psiche deve intendersi il complesso dei fenomeni e delle funzioni che consentono all'individuo di formarsi un'esperienza di sé e del mondo e di agire di conseguenza.
Consideriamo, ora, un bambino di tre - quattro anni, che tenuto per mano dalla madre va per la prima volta in un negozio per la frutta. Qui vede una cesta di mele, belle, grandi e rosse. Stende la mano e ne prende una per portarla alla bocca. Il bambino può essere rimproverato severamente, minacciato e prende anche degli schiaffi.
Se ci mettiamo nei panni del bambino, diremo ch'egli aveva preso la mela spinto dal bisogno di mangiarla, e che non sapeva che fosse necessario pagarla prima di prenderla. In termini psicologici, diremo che il bimbo è l'Io. Il rimprovero della madre è il Super-Io, cioè Legge che detta la regola. Il desiderio di mangiare la mela è l'Istinto. Si configurano, così, l'Io, il Super-Io e l'Istinto.
Il bambino per gli schiaffi ricevuti piange e crede d'essere stato bastonato perché la madre lo odia. Non può sopportare di non sentirsi amato. E questo gli produce un dolore più grave di quello fisico prodotto dagli schiaffi. Ma la natura provvida gli viene in aiuto. Il bambino rimuove l'episodio e lo getta in un serbatoio, come nella cesta dei panni sporchi, che chiamiamo Inconscio. Freud lo chiama Id, con il neutro di is, ea, id: per dire quella cosa lì, lo Sconosciuto.
L'Io, il Super-Io e l'Id. sono gli elementi principali che compongono la personalità di un soggetto. L'Id, o Inconscio, è la sede degli istinti e di tutto ciò che rimosso.

Dobbiamo, ora, considerare una questione di non poco conto. Dove e in che modo si è espresso l'istinto. Il "dove" è la zona orale da os, oris, in italiano "bocca". Il modo col quale si è espresso il bisogno è quello del piacere che Freud chiama Libido.
Se, infatti, non provassimo piacere a mangiare un piatto di spaghetti non ci daremmo tanto da fare per trovare un lavoro e procurarci il danaro per soddisfare questo bisogno.
La Libido interessa tutti i gli altri bisogni che è necessario soddisfare per mantenere l'organismo in buona salute. Non soltanto, quindi, il bisogno di mangiare, ma anche quello di eliminare le feci e le urine che coinvolgono il retto, l'ano e l'uretra. Per l'impegno di questi organi, i bisogni sono definiti anali-uretrali.
Il bambino, inoltre, già molto piccolo, per piacere gioca con i suoi genitali.
Altrettanto carico di piacere è il bisogno di dormire.
Possiamo quindi distinguere una fase orale, una anale-uretrale ed una fallica da phallos.

Parliamo di Libido fissata alla fase orale, qualora eventi spiacevoli abbiano lasciato insoddisfatto il bimbo nell'allattamento al seno materno, o addirittura non ne sia stato privato del tutto;
Parliamo di libido fissata alla fase anale qualora il bimbo sia stato rimproverato severamente perché si è sporcato di feci e di urine.
Parliamo di libido fissata alla fase fallica se il bimbo è punito gravemente per giochi auto-erotici.
Qualora tutto si sia svolto senza troppi traumi in queste tre fasi, il soggetto raggiunge la piena maturità nella fase genitale che inizia nella pubertà e va oltre.

Dire che una persona è genitalizzata non significa che quella persona è capace di fare bene l'amore, ma anche di pensare e di agire da persona adulta, matura, cosciente delle sue capacità, cosciente dei suoi diritti e dei suoi doveri e rispettoso dei diritti degli altri. E qui entriamo nel campo della psicologia di massa, della sociologia e della politica.

Ed ora torniamo al bimbo che ha preso la mela.
Egli ha rimosso l'episodio, ma questo agirà dentro di lui nelle sue componenti e creerà un conflitto tra il Desiderio, di mangiare la mela, ed il Super-Io, ossia la Legge morale che è stata introiettata e che ha una componente conscia ed una inconscia. Il conflitto che si svolge a livello inconscio si scarica sull'Io. Egli ha la tendenza di rubare nei mercati della frutta, soffrirà per questo suo comportamento ma non saprà opporre alcuna difesa al bisogno inconscio di rubare. Potrà giungere a rimuovere anche queste azioni ultime e successive al primo episodio infantile con uno sdoppiamento della personalità. Egli ruba, ma non sa di rubare.
Il film di Alfred Hitchcock "Io ti salverò" con Ingrid Bergman e Gregory Peck, sotto questo aspetto è un vero capolavoro.
Egli potrà guarire soltanto con la psicoanalisi quando, porterà in superficie il primo episodio della mela. I farmaci potranno essere utili per sedare lo stato d'ansia ed incidere favorevolmente sui deliri e sulle allucinazioni, ma non potranno mai chiarirgli il conflitto che si svolge nel suo Inconscio.
La psicoanalisi di S. Freud è una teoria severa e granitica nella sua concezione. Nulla è lasciato al caso e, come in delitto ben risolto dagli investigatori, ogni cosa torna al suo posto. Ma è pur sempre una teoria di difficile oggettivazione.

La Libido freudiana esiste realmente o è un concetto metafisico? Ove è collocata materialmente?

Wilhelm Reich, allievo di Freud, pensò che se un malato psichico guarisce applicando la teoria freudiana della Libido, questa esiste veramente. Bisogna soltanto cercarla ed oggettivarla. Egli osservò che un suo paziente, mentre riferiva i suoi ricordi d'infanzia, quando stava per dire qualcosa di cui si vergognava, d'improvviso arrestava la respirazione e smetteva di parlare.
Invitò il paziente a riprendere la respirazione, anziché a continuare nel suo discorso. L'invito ebbe l'effetto sperato ed il paziente riprese a parlare. Si chiese, quindi, che relazione vi potesse essere tra l'arresto della respirazione e l'improvvisa sospensione dell'eloquio. Ma soprattutto qual era l'energia con la quale il soggetto bloccava il diaframma, arrestando la respirazione.
Ecco che cosa era la Libido. Un'energia biologica capace di far contrarre il diaframma.
Reich, rifacendosi alle ricerche dell'internista Franz Kraus sulla convertibilità dell'energia bioelettrica, sostiene che la libido freudiana è una vera e propria energia, reale e non metafisica, una energia biologica che trae origine da quella cosmica, che egli studia, misura e definisce energia vitale o energia orgonica.

[...]
In "La funzione dell'orgasmo"
W. Reich studia l'attività sessuale e giunge alla conclusione ch'essa si svolga con una sequenza di 4 funzioni fisiche:
tensione meccanica
(gli organi genitali si riempiono di liquidi),
carica
(eccitazione),
scarica
(la contrazione muscolare scarica l'eccitazione),
distensione
.
Scopre che questa formula a 4 tempi determina un alternarsi ritmico di espansione e contrazione, che è alla base di tutte le funzioni vegetative degli esseri viventi e che è, quindi, la formula della vita. Anche il cuore, l'intestino, la vescica funzionano secondo questo schema.

Egli distingue nel corpo umano tre sistemi: il sistema vegetativo autonomo (sostanza plasmatica), il sistema neurovegetativo e il sistema muscolare.
L'energia vitale fluisce nei tre sistemi.

Il sistema muscolare ricoperto dall'epidermide rappresenta una barriera con il mondo circostante. Senza questa barriera la sostanza plasmatica si diffonderebbe nell'ambiente e la vita sarebbe impossibile sulla terra sia per l'uomo, che per gli animali, compresa l'ameba, che è un protozoo unicellulare, la cui barriera, detta membrana, muta continuamente di forma, per l'emissione di pseudopodi che servono al movimento ed alla presa degli alimenti. Se noi pungiamo con un ago un'ameba, la sua membrana - nel punto in cui ha subìto la puntura - diventa rigida, incapace di espansione e contrazione, perde la capacita di movimento, di difesa e si forma una cicatrice.
Così nell'uomo. Soltanto che il danno arrecato alla barriera naturale dell'uomo, costituita dal sistema muscolare ricoperto di pelle, non è prodotto dalla puntura di un ago, ma dalla repressione educativa dei suoi bisogni, repressione che crea una contrattura rigida, cioè un corazza muscolare.
Per farvi un esempio televisivo di che cosa sia la repressione educativa e la frustrazione di chi la subisce vi ricordo che il cantautore Rino Gaetano approdato al festival di Sanremo dove la sua canzone si è classificata al terzo posto quando torna a casa, il padre lo riceve con disprezzo dicendogli: "Non mi sei piaciuto. Hai fatto solo la figura del pagliaccio."
Nel soggetto disapprovato, represso e punito si formano, dunque, delle corazze carattero-muscolari.

Si introduce il termine "carattere" per significare il topos, il punto in cui la corazza muscolare si è contratta. La corazza caratteriale ci indica il luogo ove la corazza muscolare si è contratta e pertanto alla corazza muscolare corrisponde la corazza caratteriale e viceversa.
Se diciamo che una persona ha un carattere orale e presenta un riso fatuo, ci riferiamo alla contrattura dei muscoli labiali e perilabiali che presiedono ai movimenti delle labbra e di cui il riso fatuo è l'espressione patologica.
Un bambino continuamente rimproverato che inghiotte i rimproveri e deve stare zitto, stringerà i denti e contrarrà per la rabbia i muscoli masseteri; presenterà in questi muscoli un indurimento come un bozzo, che darà al soggetto una particolare fisionomia.
Una persona che ha un carattere anale, presenta una contrattura dei muscoli dello sfintere anale, la cui funzione è quella di trattenere e permettere il passaggio delle feci. Un bimbo di 10 mesi, rimproverato e minacciato perché si è sporcato di feci, non avendo acquisito ancora il controllo dello sfintere anale - che per la mielinizzazione del pudendo si acquisisce intorno ai 14 mesi - chiama in soccorso i muscoli glutei, contraendoli, per evitare di sporcarsi.
Diventato adulto, egli porterà i segni dell'educazione repressiva ed oltre a soffrire di stitichezza e di avarizia, camminerà con le piante dei piedi rivolte verso l'esterno, per la contrattura cronica dei muscoli glutei. Ci si trova davanti ad un soggetto con carattere anale, cui corrisponde la contrattura di tutti i muscoli propri ed impropri, atti a trattenere le feci. Ciascuno di noi, credo, ha sperimentato questa spiacevole condizione di dover contrarre i muscoli glutei, qualora si fosse trovato in una situazione che non gli consenta di soddisfare immediatamente un impellente bisogno.

Se diciamo di un soggetto che ha un carattere fallico-narcisita ci riferiamo ad una persona che da piccolo ha sperimentato frustrazioni durante la fase fallica. Egli potrà diventare un dongiovanni, ma non sentirà mai amore per una donna. La corteggerà nella maniera più signorile, ma non sentirà alcuna emozione, perché il blocco del diaframma non permetterà che l'energia vitale scenda dal cuore verso i genitali e da questi risalga verso il cuore. La corazza muscolare al diaframma, che presiede alle emozioni, si forma in tutte le situazioni nelle quali il bambino sia rimproverato, e/o punito. Contrae il diaframma quando è rimproverato perché piange.
Qualche psichiatra predica in televisione che "non v'è sesso senza amore e non v'è amore senza sesso". Così dovrebbe essere. Ma così purtroppo non è per la contrattura cronica del diaframma. Per le frustrazioni nella fase fallica, potranno verificarsi vari altri disturbi, dall'impotenza alle perversioni sessuali che costituiscono la base organica della peste psichica, di cui Giuseppe Stalin e Adolf Hitler sono campioni ineguagliabili.

La nuova tecnica terapeutica di W. Reich è definita vegetoterapia perché incide sul sistema vegetativo autonomo (sostanza plasmatica) e sul sistema neurovegetativo (sudorazione, lacrimazione, vomito, tachicardia, ecc.). E' detta carattero-analitica perché studia la sede muscolare di un disturbo psichico.
La novità della cura consiste nel fatto che il corpo del paziente diventa lo strumento e l'oggetto della cura.
Si potrebbe dire che la vegetoterapia carattero-analitica è la psicoanalisi di Freud applicata al corpo.
La psicoanalisi, che è una metapsicologia e Freud lo sapeva benissimo, con Wilhelm Reich diventa una psicoterapia scientifica, secondo la concezione di Galileo Galilei: cento esercizi terapeutici sulla medesima parte del corpo, in cento persone diverse produrranno sempre gli stessi effetti, salvo la particolare coloritura dovuta all'esperienza di ciascuno.
Non vengono abbandonate le basi teoriche della psicoanalisi. Vengono mantenuti i concetti di Inconscio, di Io, di Super-Io, di Rimozione, di Resistenza, di Proiezione, di Transfert, ecc .
L'Inconscio è la sede degli istinti e di tutto ciò che è stato rimosso. L'Io diventa il corpo del soggetto. Il Super-Io, come nella psicoanalisi, è la Legge che detta le regole. La Resistenza è costituita dall'insieme delle corazze muscolari che si oppongono alla guarigione.

Reich individua sette segmenti o anelli nel corpo umano.
Il primo segmento, detto oculare, comprende i muscoli del cuoio capelluto, della fronte, dell'orecchio, dell'occhio, del naso e le loro specifiche funzioni.
Il secondo segmento, detto orale, comprende i muscoli della bocca e psicodinamicamente coincide con la fase orale freudiana.
Il terzo segmento, detto cervicale, comprende i muscoli del collo, la lingua, il faringe e la laringe.
Il quarto segmento, il toracico, comprende i muscoli del torace, degli arti superiori. e gli organi contenuti nella gabbia toracica.
Il quinto segmento è quello del diaframma che divide la gabbia toracica dall'addome. Il diaframma è governato dal nervo frenico. Pfrèn in greco significa mente, pensiero, diaframma. L'antica fisiologia poneva nel diaframma la sede degli istinti, degli affetti, delle passioni, del pensiero, in sostanza, della vita. E abbiamo visto quanto sia importante per la funzione vitale della respirazione e per la regolazione delle emozioni, facilitando o bloccando in termini reichiani il movimento bioenergetico dal basso in alto e dall'alto in basso.
Il sesto segmento, o addominale, comprende i muscoli dell'addome e gli organi in esso contenuti: stomaco, fegato. ecc.
Il settimo segmento, o pelvico, comprende i muscoli della pelvi, degli arti inferiori e gli organi viscerali contenuti in esso bacino: vescica, utero, colon discendente e retto, ecc. Psicodinamicamente comprende la fase anale e quella fallica di Freud.

I sette segmenti sopra descritti non sono indipendenti, ma sono collegati tra loro funzionalmente e bioenergeticamente.

Per sciogliere le corazze muscolari nei diversi segmenti, la tecnica terapeutica si avvale di particolari esercizi fisici, detti acting, centrati sui vari segmenti, secondo lo sviluppo naturale dell'essere umano e cioè in senso cranio caudale, dagli occhi a scendere giù.
Per meglio comprendere questo excursus, debbo dire che il bimbo, venendo alla luce, oltre il comune trauma della nascita, può subire vari altri traumi: per esempio, essere accolto in un ambiente troppo freddo, o in un ambiente troppo illuminato. Ma soprattutto il bimbo patisce il grosso trauma d'esser allontanato dal corpo della madre e privato del suo contatto fisico. Dopo qualche ora dalla nascita il bimbo ha fame.

Chi gli dà il latte? Che tipo di latte? Quello artificiale o quello materno?

Noi medici abbiamo rovinato due tre generazioni quando abbiamo consigliato il latte artificiale, magari dicendo alle madri: "non sciupare il tuo bel seno".
Per fortuna le madri hanno cominciato a capire che la poppata al proprio seno è per il bambino essenziale per il loro sviluppo psicofisico.
E la madre con che animo lo allatta?
Tenendolo per piedi temendo di schiacciarlo?
E per quanto tempo?
E con quale spazio di tempo tra una poppata e l'altra?
Secondo i bisogni fisiologici del bimbo o secondo la disponibilità della madre?

Come crescerà quel bimbo che è allattato al seno soltanto la mattina e la sera, perché la madre va da Barcellona al Capo di Milazzo per lavorare?
Il ministro delle "Pari Opportunità", on. Stefania Prestigiacomo, ha fatto una cosa bellissima: ha fatto istituire nel Parlamento Nazionale un asilo nido per allattare il suo bambino. Peccato che non abbia battuto i pugni sul tavolo per fare inserire nella Finanziaria delle somme di danaro per avviare e sostenere gli asili nido nelle fabbriche, nelle scuole e dovunque lavori una donna madre.

Reich pensava che un bambino che non fosse stato allattato nei primi 10 giorni di vita si ammalasse di schizofrenia nella forma più grave. Durante la suzione, che è indispensabile fino a che il bimbo non abbia messo i denti per mangiare i cibi solidi, possono accadere tanti piccoli e continui traumi giornalieri: dalla insoddisfazione, alla frustrazione, al senso di abbandono che costituiranno la base bioenergetica delle psicosi schizofreniche più lievi.

Voglio soffermarmi su una particolare modalità e su un particolare momento: il passaggio dalla suzione alla masticazione.
Può accadere che durante l'allattamento, siano dati cibi solidi al bimbo, secondo vecchie credenze, per fargli crescere i denti. Od anche per un precoce svezzamento. Il bimbo prova dolore alle gengive quando morde il cibo solido senza avere ancora i denti e si carica di rabbia e di odio verso la madre. Quando prenderà coscienza di aver odiato la madre, all'incirca intorno al quinto-sesto mese, si sentirà in colpa. Da adulto andrà incontro a depressione del tono dell'umore, con un enorme senso di colpa e con una rabbia tale da desiderare di morire. Debbo, altresì, ricordare che a tre mesi il bimbo comincia a controllare il movimento del capo, cioè fa uso dei muscoli del collo di pertinenza del terzo segmento. La corazzatura dei muscoli del collo produrrà superbia, orgoglio, megalomania fino alla paranoia.
Queste situazioni psicopatologiche del passaggio dalla suzione alla masticazione e del contemporaneo interessamento del collo sono espresse mirabilmente da Eschilo e da Sofocle.

Oreste dopo aver ucciso la madre, vira da una posizione psicotica allucinatoria per la persecuzione delle Erinni ad una posizione psicotica depressiva perché negli intervalli di lucidità vuole uccidersi. Da Eschilo sappiamo che Oreste bambino aveva già "ucciso" la madre mentre era al suo seno. Clitennestra, infatti, sogna che un serpente le succhia il seno e lo morde a sangue. Anche Aiace Telamonio di Sofocle, dopo una nottata di delirio e di allucinazioni e dopo aver ucciso cavalli e armenti scambiandoli per Ulisse e per gli Atridi, passa ad una follia lucida che lo porterà al suicidio, piantando sulla spiaggia deserta la sua spada e gettandovisi sopra.

I passaggi nei due eroi da una psicosi delirante e allucinatoria a quella depressiva riverberano gli stati d'animo del passaggio dalla suzione alla masticazione.
La figura di Aiace rispetto a quella del piagnucoloso Oreste è meglio definita per l'interessamento del terzo segmento, cioè dall'indurimento dei muscoli del collo. Aiace Telamonio, prima è accecato dall'ira ed uccide gli armenti, quindi va incontro alla depressione ed infine si uccide per il timore d'essere giudicato pazzo. Nell'eroe si ha, in rapida successione, una stagnazione di bioenergia prima agli occhi, poi alla bocca e quindi al collo che doveva essere molto contratto e rigido. Anzi si può dire che tutto era partito dal collo, essendo stato ferito nel suo orgoglio, perché le armi di Achille erano state destinate ad Ulisse e non a lui. Da questa offesa, dall'orgoglio ferito....alla tragedia. Ma perché Aiace Telamonio è così orgoglioso e tiene il collo tanto rigido? A me sembra chiaro che il rapporto con la madre non sia stato per nulla gratificante e che la bioenergia sia balzata dal secondo livello (bocca) al terzo livello (collo), come difesa contro l'angoscia d'essere abbandonato dalla madre, cioè per sopravvivere. Poco sappiamo della madre di Aiace, ma certamente possiamo dire che Tecmessa non ha saputo consolare l'eroe con il suo amore, o per orgoglio "antico" Aiace non si è lasciato consolare dalla moglie.

Il complesso di Edipo si sviluppa dopo che il bimbo comincia a guardarsi intorno e dopo ch'egli abbia acquisito la capacità di distinguere il volto e il corpo della madre da quelli del padre.
In "Edipo Re" di Sofocle, l'eroe, per l'incesto consumato, si acceca con una fibula d'oro strappata dal vestito della madre a significare che la responsabilità dell'incesto debba addebitarsi soprattutto agli occhi.
In vegetoterapia può accadere che, mobilizzando gli occhi con l'acting terapeutico definito "occhi latero-laterali", il soggetto riveda la grande scena edipica. L'acting porterebbe gli occhi in quella determinata posizione nella quale è stato visto l'amplesso amoroso dei genitori. La contrattura o corazza muscolare di qualche fascetto muscolare e di singole miofibrille degli oculomotori proibirebbe sistematicamente agli occhi di assumere quella determinata posizione nella quale è stato visto l'amplesso dei genitori.

Quello che accade nei primi sei mesi di vita è di fondamentale importanza.
Da un punto di vista psichiatrico possiamo dire che ai primi tre livelli reichiani (oculare, orale e cervicale) vanno ascritte le grosse malattie psichiatriche: dalle schizofrenie, alla melancolia, alla paranoia. La Psicoanalisi non può curare queste malattie perché lavora con la tecnica dell'associazione delle parole e non può quindi esaminare quei fatti accaduti nel periodo preverbale, cioè prima dei sei mesi di vita.

La vegetoterapia si avvale di esercizi fisici definiti acting perchè scatenano abreazioni di natura sensitiva, percettiva, emozionale, motoria e di pensiero che permettono al paziente di accedere alle dettagliate memorie organiche e funzionali delle proprie esperienze esistenziali e di rivivere e riconsiderare ogni fase del proprio sviluppo fin dal primo giorno di vita ed anche prima.

Quattro secoli prima di Cristo un savio della Cina, Me-Ti, scrisse un libro, il Kiè-sing-ngai per dire che gli uomini si dovrebbero amare. Scriveva: "Il savio che vuole migliorare il mondo può migliorarlo soltanto se conosce con certezza l'origine dei disordini, dell'odio e del male".
Io ritengo che questa origine debba trovarsi nello sviluppo fetale e nei primi sei mesi di vita del bimbo. Bisognerebbe evitare ogni possibile trauma chimico, fisico e psicologico durante la vita fetale e durante i primi sei mesi di vita del bambino. Ma la profilassi suggerita da Reich, sebbene non ancora applicata se non parzialmente, cede il passo, purtroppo, agli aborti spontanei, alle malformazioni, alle leucemie ed alle malattie cancerose che si verificano sempre più frequentemente a Priolo e a Milazzo per la presenza dell'industria chimico-petrolifera; e nelle zone con smog elettromagnetico per la presenza di centri radiotelevisivi trasmittenti in onda media. E' soltanto ipocrita e demagogico predicare che una vita umana debba difendersi fin dal suo concepimento e non fare nulla o spendere una parola per evitare questi disastri.

Ed ora poche parole su L'ORGONOMIA, la parte più controversa ma la più importante per i futuri sviluppi scientifici.

Reich attraverso la psicoanalisi, la catteroanalisi, la vegetoterapia e la biologia giunse alla scoperta dell'energia vitale, o energia cosmica primordiale da lui battezzata, bioenergia, o energia orgonica, di cui ha studiato e definito le leggi, formando una nuova scienza, l'orgonomia. L'unità di misura dell'energia orgonica è l'orgone. Non ha né massa né peso. Si muove pulsando con movimenti a vite contraendosi ed espandendosi, cioè pulsando. Attraversa tutti corpi solidi, liquidi e gassosi di qualsiasi spessore. Mentre i raggi X sono fermati da tavole di piombo, l'energia orgonica le attraversa. Queste sono le caratteristiche principali e vanno ricordate almeno due leggi.
Contrariamente all'energia elettrica che passa da un potenziale più alto ad uno più basso, l'energia orgonica è attratta da corpi con una carica maggiore, secondo la legge dell'anentropia. E' attratta e trattenuta dalle sostanze organiche come il legno, la lana, il cotone, le foglie, etc., ed è attratta e immediatamente respinta dalle sostanze metalliche come l'oro, l' argento, il ferro, il piombo, l' alluminio. Su questa seconda legge si fonda l'accumulatore orgonico della forma e grandezza di un piccolo ascensore monoposto, costituito da una parete esterna di materiale organico che attrae energia orgonica dall'atmosfera, e da una parete interna fatta di materiale metallico che respinge verso il centro dell'apparecchio l'energia orgonica, che, pertanto, in esso si accumula e vi determina un aumento della temperatura di circa un grado centigrado rispetto all'esterno dell'accumulatore. Moltissime furono le sperimentazioni in tutti gli ambienti e in tutte le condizioni atmosferiche. Fra tutti gli esprimenti il più decisivo per la sua rovina fu quello che va sotto il nome di Oranur.
Dopo questo esperimento, infatti, cominciarono i guai di Reich.
La NASA gli aveva fornito un milligrammo di radio che lo scienziato pose nell'accumulatore. Reich si aspettava che il radio potenziasse l'energia orgonica. Accadde invece il contrario: l'energia vitale potenziò l'energia del radio e gli animali del laboratorio morirono tutti per radiazione nucleare. Questa ebbe un raggio d'azione di cinquecento metri e lo stesso Reich si ammalò di dermatite da radiazione.
Siamo negli anni 50, in piena guerra fredda. La paura di un conflitto nucleare angosciava l'umanità. Il progetto di Reich era quello di contrapporre l'energia vitale come una barriera atmosferica contro l'energia nucleare e per annullarne i catastrofici effetti in caso di un conflitto nucleare. Dopo l'esperimento Oranur, avendo Reich comunicato oltre che alla NASA, anche ai suoi allievi e collaboratori europei (tutti psichiatri, psicologi, educatori) quello che poteva essere considerato un importantissimo segreto militare, si orchestrò una campagna diffamatoria sulla pazzia di Reich. A mio giudizio con lo scopo ben riuscito di evitare che le Università ed i Centri di Cultura prendessero ad esaminare le sue scoperte e quindi allo scopo di vanificarle. E infatti la comunità scientifica non prese alcuna posizione e tacque. Albert Einstein, dopo d'aver constato l'aumento di temperatura nell'accumulatore orgonico, attribuì il fenomeno al principio termodinamico della convezione.
Ma come era possibile che il calore si propagasse per convezione nell'accumulatore orgonico se la temperatura esterna era inferiore di un grado centigrado? Il calore non avrebbe dovuto, piuttosto, espandersi dall'interno dell'accumulatore verso l'esterno per convezione? Albert Einstein aveva dato un giudizio scientifico che non faceva onore al suo nome.
Credo ch'egli abbia respinto le tesi di Reich perché avrebbe dovuto smentire le sue. Eistein infatti riteneva che lo spazio fosse completamente vuoto. Reich, invece, che fosse pieno di energia cosmica primordiale e che le stelle e i pianeti galleggiassero come palline su un oceano infinito di energia cosmica orgonica.
Dire che l'aumento di temperatura nell'accumulatore era determinato dall'energia orgonica significava dire che l'energia orgonica cosmica esiste e riempie gli spazi infiniti. Il punto controverso anche per alcuni studiosi della vita e delle opere di Reich è l'energia orgonica, senza ch'essi abbiano ripetuto le sue esperienze. Ma gli scienziati moderni hanno scoperto che lo spazio è pieno di "energia o materia oscura".
Si tratta dell'energia cosmica orgonica di W. Reich?

La campagna diffamatoria non si svolse sui contenuti scientifici delle sue scoperte. Queste rimasero nell'ombra. La giornalista americana Mildred Edie Brady scriveva sulla rivista "Harper's Magazine" che lo scienziato era a capo di un losco traffico speculativo a sfondo sessuale. Portato in tribunale fu condannato per offesa alla Corte avendo egli contestato alla Corte la capacità e l'idoneità a giudicare la sua opera scientifica. Incarcerato, dopo un anno di detenzione, morì nel penitenziario di Lewisburg il 3/11/1957.


Ancora non è stato riabilitato.

Ignoriamo se i Centri di Ricerca della NASA abbiano proseguito le ricerche reichiane, apparendo chiaro che esse costituiscono un segreto per le sue implicazioni militari, ma anche energetiche ed economiche.

E ci chiediamo che cosa è quell'energia senza peso e senza massa (come l'orgone) studiata dal prof. Carlo Rubbia nel Centro di Ricerca del Gran Sasso che attraversa centinaia di metri di roccia, proprio come l'energia scoperta da Reich? Stanno studiando quella stessa energia da Reich definita orgonica?
E a proposito del prof. Carlo Rubbia, si immagini ch'egli vada in televisione a dire che si possono avere fonti di energia pulita alternative a quella nucleare. E che è sconsigliabile costruire centrali nucleari perché non si sa dove mettere le scorie radioattive. Scatterebbe immediatamente una denuncia per distrazione di danaro pubblico da parte di un suo strettissimo collaboratore. In attesa di giudizio sarebbe rimosso dal suo posto di lavoro. Ma è stato eliminato con una semplice riunione del Consiglio di amministrazione dell'Ente ENEA.

Qualche parola sul cloudbuster. E' un apparecchio inventato da Reich per combattere la desertificazione, producendo la pioggia, o per scongiurare gli uragani.
L'apparecchio è fatto da tubi metallici di 5-7 metri collegati con una sorgente d'acqua che attrae attraverso di essi energia cosmica orgonica. Se i tubi sono direzionati nelle zone ad una nube circostanti, esse zone sono impoverite di energia orgonica. La nube più carica di energia orgonica rispetto alle zone circostanti impoverite, per la legge dell'anentropia, attrae la restante energia cosmica orgonica di carica minore e si ingrandisce fino a produrre la pioggia quando essa sarà satura.
Se i tubi sono direzionati nel centro di una nube o di un nembo essi dissolvono.
FANTASCIENZA?

Ma perché la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco ed il Corpo della Forestale non mandano alcuni loro ingegneri presso James De Meo in America per verificare se si tratti di fantascienza o di un potente mezzo che potrebbe essere loro di grande aiuto quando l'Italia BRUCIA?

L'amore il lavoro e la conoscenza sono le fonti della nostra vita. Dovrebbero anche governarla.

Viva Wilhelm Reich.


tratto da:
http://www.edizioniandromeda.com/bacheca22.html


domenica 22 febbraio 2009

I misteri del Buddismo Tantrico



Aloha, ecco qui la traduzione italiana di una piccola parte dell'"Ombra del Dalai Lama" (abbiamo cominciato a parlarne qui), per l'esattezza il capitolo 11, dove vien fuori cosa c'entra Giordano Bruno con il capo spirituale e politico tibetano. Sono stato portato ad interessarmi di questi argomenti per motivi non del tutto razionali, ma piuttosto seguendo i segnali di qualcuna delle guide che la vita mi mette davanti ogni momento sotto qualunque forma.

La parte finale di questo stesso capitolo 11 (detta Epilogo) è stata già pubblicata in precedenza --link qui-- perché mi pareva che riassumesse un po' la tesi dei Trimondi rispetto al Dalai Lama e al senso e scopo della sua religione.

Qui sotto si scende un po' nel dettaglio e ... i Trimondi in questo capitolo (ripeto, di un'opera ben più vasta) citano ampiamente Giordano Bruno sia come esperto di magia rinascimentale sia come precursore, nel "De vinculis" (che viene paragonato per spessore e tematiche al più famoso "Il principe" di Niccolò Machiavelli), degli studi sui meccanismi umani e su come essi vengono sfruttati da gente senza scrupoli per instaurare e mantenere il proprio potere sugli altri. Si tratta in pratica di questo: sia nel "De Vinculis" di Bruno, sia nello studio critico di Ioan Culiano sugli aspetti magici di Giordano Bruno, "Eros e magia nel Rinascimento" (Ioan Culiano, Eros and magic in the Renaissance, 1987) viene fuori come per "il mago" sia fondamentale:

"...capire l’anima e a sondarne le possibilità latenti. Tale comprensione, che più che una scienza è un’arte a causa dell’abilità di cui bisogna dar prova per sorprendere i segreti del poco noto paese in cui viaggia l’intelletto, rappresenta il postulato di tutte le operazioni fantastiche del Rinascimento : l’eros, l’Arte della memoria, la magia, l’alchimia e la cabala pratica[Couliano 1987: pag.19]
Per tutto l'articolo "Leggi Tutto".


Nei dettagli..... ecco come un "manipolatore" rinascimentale agirebbe per aver potere sulla sua "vittima".... e se ciò si può applicare alla religione misterica detta Buddhismo Tantrico.
In particolare, in questo capitolo, la tesi in sintesi dei Trimondi, come si legge più avanti, è la seguente:

"Il mistero del Buddismo Tantrico consiste nella manipolazione di amore erotico in modo da realizzare il potere androcentrico universale".

Che vuol dire potere androcentrico?
Potere maschile. Sarà vero?
Non resta che leggere a vostro rischio,
PoP



Da:
"The Shadow of the Dalai Lama"
di Victor & Victoria Trimondi




Capitolo 11

La manipolazione dell'amore erotico




In questo capitolo vogliamo presentare al lettore uno spettacolare parallelo europeo alla fondamentale idea tantrica che l'amore erotico e la sessualità possono essere trasformati in potere materiale e spirituale. Si parla di alcune tesi, fino ad ora scarsamente considerate, di Giordano Bruno (1548-1600).


All'età di 15 anni Giordano Bruno, nato a Nola, in Italia, entrò nell'ordine dei Domenicani. Però nuovi interessi nelle ultime scoperte scientifiche e il fascino dell'esoterismo ellenico lo portarono ad abbandonare presto quest'ordine, una mossa molto coraggiosa per quei tempi.
D'allora in poi iniziò una vita da eretico di strada che lo condusse sulle strade di tutta Europa. Ciononostante, l'ex-monaco, inquieto e ingegnoso, scrisse e pubblicò numerose opere rivoluzionarie in cui prese una distanza critica dai dogmi della chiesa su molti temi.

Il fatto che Bruno si fece paladino di molte idee di una visione moderna del mondo che emergeva a quei tempi, specialmente il sistema copernicano, lo rese un eroe del nuovo per tutta la sua vita.

Quando fu condannato per eresia dall'Inquisizione nel 1600 e bruciato sul rogo in Campo dei Fiori a Roma, l'intellighentia europea lo proclamò il più grande "martire della scienza moderna". Quest'immagine gli è rimasta fino al giorno d'oggi.
Ma quest'idea non è pienamente giustificata; Giordano Bruno era molto più interessato alle idee esoteriche dell'antichità e all'occultismo di quei tempi che alla moderna ricerca scientifica. Quasi tutte le sue opere riguardano temi magici, mistici e di mitologia.



Questo eccentrico e dinamico filosofo del Rinascimento, come i Tantrici indiani, era convinto che l'intero universo fosse tenuto insieme dall'amore erotico. L'amore in tutte le sue varianti dominerebbe il mondo dalla natura fisica ai cieli metafisici, dalla sessualità all'amore dei mistici; esso "porta sia alla [sessualità] animale sia all'intelletto e si chiama divino [misticismo]" (citato da Samsonow, 1995, p. 174).
[Memoria, aus: Elisabeth von Samsonow (Hg.), Giordano Bruno, Diederichs, S.16f, München 1995]

Bruno estese il termine Eros fino ad abbracciare in definitiva tutte le emozioni umane e lo descrisse in termini generali come la forza primordiale che lega, o meglio - come dice lui - "incatena" tramite l'affetto. "Il legame più potente di tutti è... l'amore". (citato da Samsonow, 1995, p. 224).

L'amante è incatenato al proprio amato. Ma non c'è bisogno che si applichi anche il contrario; l'amato stesso non deve necessariamente amare. Questa definizione di amore come "catena" rese possibile a Bruno di vedere anche l'odio come modo d'espressione dell'amore erotico, poiché chi odia è "incatenato" all'odiato, proprio come l'amante alla'amato.
(Per illustrare meglio i paralleli tra la filosofia di Bruno ed il Tantrismo, di seguito parleremo dell'amante come femminile piuttosto che come maschile; ma Bruno usava il termine in modo generico per maschi e femmine).

Secondo Bruno, "la capacità d'incatenare" è anche la caratteristica principale della magia; un mago si comporta come un illusionista, quando lega la sua vittima (sia un umano che uno spirito) a sé con l'amore.
"Abbiamo parlato della magia naturale, abbiamo descritto fino a che punto tutte le catene si relazionano alla catena dell'amore o sorgono in essa" (citato da Samsonow, 1995, p. 213).

Più di tutto, l'amore lega le persone, e ciò gli dà qualcosa di demonico, specialmente se sfruttato da un partner a svantaggio dell'altro.

"Per quanto riguarda tutti coloro che si dedicano alla filosofia o alla magia, è del tutto evidente che il massimo legame appartiene all'amore erotico; ecco perché i platonici chiamarono l'amore il Grande Demone, daemon magnus" (citato da Couliano, 1987, p. 91).

Ora, come funziona questa magia erotica? Secondo Bruno un coinvolgimento erotico/magico fa sorgere tra gli amanti una "rete" di affetti, sentimenti e stati d'animo.
Questa rete è intrecciata da sottili "fili di affetto", ed in questo è quanto mai vincolante. (Ricordiamo che il termine sanscrito "tantra" significa tessuto o rete).
La rete (la rete erotica) si può esprimere in una relazione sessuale (mediante la dipendenza sessuale) ma nella maggioranza dei casi il potere di legare è rafforzato dal fatto che è di natura psicologica.
Ogni forma d'amore incatena alla sua maniera.
"Quest'amore "dice Bruno, "è unico, è una catena che rende tutto uno" (citato da Samsonow, 1995, p. 180).

Si può controllare chi si lega a se stessi, in quanto "mediante tale catena, l'amante viene rapito, così da voler essere trasferito all'amato" scrive Bruno (citato da Samsonow, 1995, p. 181).
Di conseguenza, il vero mago è l'amato, che ruba l'energia erotica dell'amante per accumulare il proprio potere. Egli trasforma l'amore in potere, è un manipolatore dell'amore erotico.

[nota: G. Bruno cerca di descrivere questo processo di trasformazione nel suo testo "De vinculis in genere" (1591).]


Vedremo presto come, anche se il manipolatore di Bruno non è letteralmente un tantrico, la seconda parte della definizione con cui abbiamo iniziato questo studio pare ancora calzare:

***

Il mistero del Buddismo Tantrico consiste nella manipolazione di amore erotico, in modo da realizzare il potere androcentrico universale.

***

Bruno si riferisce al manipolatore come a un "cacciatore di anime". Quest'ultimo può raggiungere il cuore dell'amante tramite i sensi: la vista, l'udito, lo spirito, l'immaginazione [di lei], incatenandola così a lui. Lui la può guardare, sorriderle, tenerle la mano, riempirla di complimenti adulatori, dormire con lei, o influenzarla tramite il suo potere d'immaginazione.
"Nell'incatenare, "dice Bruno,"ci sono 4 movimenti. Il primo è la penetrazione o inserimento; il secondo è l'attacco della catena, il terzo è l'attrazione, il quarto la connessione, noto anche come godimento.... Quindi l'amante, vuole penetrare completamente l'amato con la lingua, la bocca, gli occhi, ecc." (citato da Samsonow, 1995, pp. 171).

Cioé, l'amante non solo permette di essere incatenata, ma deve anche sperimentare il massimo desiderio per questo legame. Questa bramosia deve crescere al punto che lei vuole offrire se stessa ed il suo essere al manipolatore amato e vorrebbe "scomparire in lui". Questo dà al manipolatore potere assoluto sull'incatenata.

Il manipolatore evoca tutte le modalità d'illusione nella consapevolezza della sua vittima d'amore e ne stuzzica le emozioni e desideri. Apre il cuore dell'amante e può prendere possesso della persona così "ferita".
Domina le emozioni estranee e "possiede mezzi per forgiare le catene che vuole: speranza, compassione, paura, amore, odio, indignazione, rabbia, gioia, pazienza, sdegno per la vita e per la morte", scrive Ioan P. Culiano nel suo libro "Eros e magia nel Rinascimento" (Eros and magic in the Renaissance, Couliano, 1987, p. 94).
Ma l'incantesimo magico messo in atto non può mai avvenire senza la manifesta volontà della persona incantata. In contrasto, il manipolatore deve sempre risvegliare nella vittima la suggestione che tutto sta accadendo per il suo esclusivo interesse. Egli crea la totale illusione che l'amante sia il prescelto, che sia una persona indipendente che segue la propria volontà.

Bruno cita anche un metodo indiretto di acquisire influenza, in cui l'amante ignora del tutto di essere manipolata. In tal caso, il manipolatore fa uso di "potenti esseri invisibili, demoni ed eroi", che egli congiura con incantesimi magici (mantra) per raggiungere lo scopo prefisso con il loro aiuto (Couliano, 1987, p. 88).

Dalle citazioni che seguono apprendiamo come questi spiriti lavorano per il manipolatore: essi non necessitano "né di voce né di bisbiglio, ma penetrano i sensi interiori [dell'amante] come descritto. Così non solo producono sogni e voci da sentire e cose da vedere; al risveglio provocano anche certi pensieri che vengono riconosciuti come verità e che difficilmente possono essere riconosciuti come provenienti da qualcun altro" (Samsonow, 1995, p. 140).
In tal modo l'amante crede di agire di sua volontà, mentre di fatto viene guidata e controllata mediante lusinghe di natura magica.


Il manipolatore stesso può non sottostare ad alcuna inclinazione magica. Come yogi tantrico, egli deve tenere completamente sotto controllo, dall'inizio alla fine, i propri sentimenti. Per tale ragione, un ben sviluppato egocentrismo è una necessaria caratteristica per il bravo manipolatore. Gli è permesso un solo amore: il narcisismo (philautia); secondo Bruno solo una ristretta elite possiede la capacità richiesta, poiché la maggior parte della gente si arrende a emozioni incontrollate. Il manipolatore deve tenere completamente a freno la sua fantasia: "Attenzione, "lo ammonisce Bruno, "a non trasformarti tu stesso da manipolatore a strumento dei fantasmi" (citato da Couliano, 1987, p. 92). Un vero mago europeo deve, come i suoi colleghi orientali (i Siddha), riuscire "ad arrangiare, correggere e fornire fantasie, per creare i diversi tipi a seconda della sua volontà" (Couliano, 1987, p. 92).

Egli non deve sviluppare alcun sentimento reciproco per l'amante, ma deve far finta di averne, poiché, come dice Bruno, "le catene dell'amore, amicizia, buona volontà, favore, bramosia, carità, compassione, desiderio, passione, avarizia ecc. scompaiono del tutto se non sono supportate dalla reciprocità. Da qui viene il detto 'l'amore, senza amore, muore' " (citato da Samsonow, 1995, p. 181).
L'intento di tale affermazione è completamente cinico, in quanto il manipolatore non ha alcun interesse nel rendere reciproco l'amore erotico dell'amante, ma piuttosto simula una tale reciprocità.

Ma perché l'inganno funzioni, il manipolatore non deve restare completamente freddo. Deve conoscere, con la propria esperienza, i sentimenti ch'egli evoca nell'amante, e mai arrendersi egli stesso ad essi: "Egli deve anche saper infiammare, con i suoi meccanismi fantasmici, delle formidabili passioni, a condizione che egli sia distaccato da tali passioni. Perché non c'è modo di stregare altri che sperimentando in se stessi le cose che si desidera produrre nella vittima" (Couliano, 1987, p. 102).
L'evocazione delle passioni senza caderne preda è, sappiamo, più o meno il leitmotiv del tantrismo.


L'aspetto più strabiliante della tesi di Giordano Bruno sulla manipolazione, comunque, consiste nel fatto che, come nel Vajrayana, egli nomina la ritenzione del seme come potente strumento di controllo che il mago deve padroneggiare, poiché "mediante l'espulsione del seme le catene [dell'amore] vengono allentate; mediante la ritenzione, invece, rafforzate" (citato da Samsonow, 1995, p. 175).
In un passaggio successivo possiamo leggere: "Se questo [il seme virile] viene espulso da una parte appropriata, la forza delle catene è ridotta in modo corrispondente" (citato da Samsonow, 1995, p. 175). Oppure il contrario: una persona che trattiene il seme rafforza in questo modo il legame erotico dell'amante.

L'idea di Bruno che ci sia una corrispondenza tra l'amore erotico ed il potere è dunque in accordo con il dogma tantrico anche sulla questione della gnosi dello sperma. La sua teoria sulla manipolazione dell'amore offre un approfondimento psicologico di valore nell'animo dell'amante e del manipolatore amato.

Ci aiuta anche a capire perché le donne stesse si arrendono agli yogi buddhisti e cosa viene messo in gioco nel loro mondo emotivo, durante i rituali. Come abbiamo già indicato, quest'argomento è stato completamente soppresso, nelle discussioni sul tantra.

Ma Bruno ci si rivolge apertamente e in modo cinico; ciò che viene manipolato è il cuore dell'amante. Per il manipolatore (o per lo yogi) l'effetto è dunque più grande, quanto più la sua "karma mudra" [la sua yogini] si arrende a lui.


L'opera di Bruno "De vinculis in genere" [Sui vincoli in generale] (1591) può essere paragonato, in termini di cinismo e approccio diretto, solo con "Il principe" di Machiavelli (1513). Couliano giustamente indica che come il Machiavelli esamina la manipolazione politica, così Bruno esamina quella psicologica. Dunque non è tanto di amore nella coppia, di cui si parla, quanto di amore erotico nelle masse. Culiano afferma che questa è l'intenzione di Bruno: che le masse servono al manipolatore come "catena". L'ex-monaco di Nola riconosce "l'amore" manipolato come un potente strumento di controllo per la seduzione delle masse. Quindi la sua teoria contribuisce molto alla comprensione dell'attrazione seduttiva che i dittatori e i pontefici esercitano sulla gente che li ama. Questo rende attuale l'opera di Bruno, nonostante il suo contenuto cinico.

Le osservazioni di Bruno su "l'amore erotico come catena" sono essenzialmente tantriche. Come nel Vajrayana, riguardano la manipolazione erotica allo scopo di produrre potere spirituale e mondano. Bruno riconosce che l'amore in senso lato è "l'elisir della vita"; questo rende possibile la creazione e il mantenimento delle istituzioni di potere guidate da una persona (come il Papa, il Dalai Lama o, per esempio, un "amato" dittatore). Per quanto possa esser forte l'amore, se resta a senso unico, esso è manipolabile nella persona dell'"amante". Certamente, più forte diventa, più facilmente può essere usato o "usato male" per scopi di potere (da parte dell'"amato").

Il fatto che il Tantrismo si concentri di più sulla sessualità che sulle forme più sottili di amore erotico non cambia niente su questo principio di "sfruttamento erotico". La manipolazione di forme più sottili d'amore, come lo sguardo (Carya Tantra), il sorriso (Kriya Tantra), il tocco (Yoga Tantra) sono note anche nel Varjayana. Così, anche nel Buddhismo Tantrico, come in ogni istituzione religiosa, "l'amore spirituale" dei suoi credenti è un'energia vitale senza la quale (l'istituzione) non potrebbe esistere.

Nella parte seguente di questo studio dovremo dimostrare come il leader tibetano dei Buddhisti, il Dalai Lama, riesce a legare a sé sempre più credenti occidentali con le "catene dell'amore".

Nel libro che abbiamo citato [I. P. Couliano, "Eros e magia nel Rinascimento" (tit. orig. Eros et magie à la Renaissance. Paris, Flammarion, 1984) Milano, Il Saggiatore, 1991., n.d.t.], Couliano esprime l'opinione che tramite i mass media l'Occidente sia già stato intrappolato in tale "rete erotica" manipolabile.

Alla fine della sua analisi del trattato di Bruno sul potere, Couliano conclude: "E poiché le relazioni tra gli individui sono controllate da criteri 'erotici', nel senso più lato dell'aggettivo, a tutti i livelli la società in se stessa non è altro che magia applicata. Tutti gli esseri inconsapevolmente a causa della maniera in cui il mondo è costruito, si ritrovano in un luogo intermedio 'inter-soggettivo' e prendono parte a un processo magico. Il manipolatore è l'unico che, avendo compreso il meccanismo nel suo insieme, è dapprima un osservatore delle relazioni inter-soggettive, e al tempo stesso acquisisce quella conoscenza di cui s'approfitterà in seguito" (Couliano, 1987, p. 103).

Culiano non risponde alla domanda su chi effettivamente questo manipolatore potrebbe essere. Ma nella seconda parte di questa nostra analisi sarà necessario discutere se il Dalai Lama, con il suo messaggio d'amore diffuso in tutto il mondo, il suo potere esteso sulla "rete"[!] dei media occidentali, e le sue tecniche sessuali magiche del Kalachakra Tantra corrispondano ai criteri di mago nel senso di Giordano Bruno.

(continua nell')
EPILOGO ALLA PARTE PRIMA
(già pubblicato)

Il Buddhismo tibetano deve il suo successo per la maggior parte, in Occidente, a due fatti: primo, il fascino e il modo brillante con cui si presenta il 14° Dalai Lama; e secondo, la promessa di guidare la gente all'illuminazione.
Sebbene la via tantrica all'illuminazione implica esplicitamente una dissoluzione dell'ego,
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venerdì 20 febbraio 2009

Uso della "ginergia" nel tantrismo tibetano

"Ginergia"?
Intendo energia femminile.



Epilogo alla prima parte di:
"The Shadow of the Dalai Lama"
di Victor & Victoria Trimondi



[ estratto della parte finale del Capitolo 11 "La manipolazione dell'amore erotico"]

* * * * * *

[....]
Il Buddhismo tibetano deve il suo successo per la maggior parte, in Occidente, a due fatti: primo, il fascino e il modo brillante con cui si presenta il 14° Dalai Lama; e secondo, la promessa di guidare la gente all'illuminazione.

Sebbene la via tantrica all'illuminazione implica esplicitamente una dissoluzione dell'ego, all'inizio ci si rivolge all'io dello studente.

"Io desidero vincere il fatto che la mia esistenza terrena è senza senso e procura sofferenza. Io desidero sperimentare la liberazione dal samsara (il mondo dell'illusione)".

Quando un sadhaka occidentale è preparato a sacrificare il suo 'piccolo sé', egli di certo non ha ancora la stessa comprensione che hanno i lama del 'più grande sé' (il sé superiore della coscienza di Buddha) che la filosofia e le pratiche tantriche del Vajrayana gli offrono come meta spirituale.
Gli occidentali credono ancora che la coscienza illuminata abbia ancora a che fare con un sé.
In contrasto, un insegnante di Buddhismo tantrico sa che l'identità individuale dello studente sarà completamente estinta e sostituita da un esercito di dei strettamente codificato e culturalmente ancorato [alla mitologia tibetana].

Sono i Buddha, gli heruka, i bodhisattva, le divinità, i demoni (dharmapalas) tibetani, ed i rappresentanti delle specifiche discendenze di un guru a prendere il posto della coscienza individuale dello studente.
Così occorre ottenere l'impressione che un "club esclusivo" di esseri sovrannaturali, per quanto culturalmente legati [alla mitologia tibetana], (Buddha, bodhisattva, dei, ecc.) sia riuscito a sopravvivere attraverso i tempi, occupando nuovi corpi umani (fin quando questi ultimi non sono consumati). Il Buddhismo tibetano non mira all'illuminazione degli individui, ma piuttosto alla continuazione dell'esistenza di una cultura di super-uomini (yogi, dei) in forma di gente posseduta (gli studenti).
Si tratta qui di perpetuare una casta di preti che non ha bisogno di morire in quanto può ancora e ancora incarnarsi nei corpi umani dei suoi seguaci. Questa casta e le sue divinità sono considerate sacrosante. Vivono al di là di qualunque critica. I loro simboli, le loro azioni e la loro storia sono stabiliti come esemplari; sono l'eredità culturale che non può essere analizzata, ma dev'essere presa per fede cieca dai suoi credenti.

Per tali ragioni tutta la promessa dell'illuminazione del Buddhismo tibetano forma una trappola con cui intimi desideri religiosi possono essere usati per spingere avanti magicamente gli scopi politico-religiosi del clero monastico.
(Qui non discuteremo se questo sia veramente possibile; ma piuttosto stiamo parlando delle intenzioni del sistema Lamaista).
Ciò corrisponde esattamente a quanto il filosofo del Rinascimento Giordano Bruno descrive come "manipolazione".

[vedremo in seguito i dettagli di ciò, e come Giordano Bruno nel Rinascimento aveva lucidamente visto questo in varie forme di potere manipolatorio].

Ricordiamo che Bruno ha indicato che un maestro manipolatore non può parlare delle sue effettive intenzioni di potere politico.
Invece, egli adula l'ego di colui/colei che manipola (cioé l'ego delle masse), in modo che quest'ultimo crede sempre di star seguendo solamente il proprio interesse e ricercando i suoi scopi completamente personali; ma in verità egli sta esaudendo i desideri e gli scopi del manipolatore (senza saperlo).
Applicato al Dalai Lama e alla sua religione, ciò significa che le persone praticano il Buddhismo tibetano perché sperano nell'illuminazione (la liberazione dalla sofferenza personale), ma in realtà diventano agenti del Lamaismo politico e degli dei tibetani che ci stanno dietro. Dunque il Dalai Lama è un esempio particolarmente calzante di un "manipolatore" nel senso in cui lo descrive Bruno.

Se la gente viene usata per servire come veicolo agli dei tibetani, allora l'energia che potenzia direttamente il motore mistico-politico del sistema Lamaista consiste di sessualità sacra, in particolare sfrutta la "ginergia" della donna come carburante.
Il Buddhismo tibetano è una religione misterica ed i suoi misteri sono la forza trainante che sta dietro alle sue decisioni politiche. Ridotto in formula concisa, significa che la sessualità, attraverso il misticismo, viene trasformata in potere [maschile!].

* * * * *

"stay tuned", continua...

love u madly,
PoP

L'ombra del Dalai Lama

Cosa c'entra, direte, Giordano Bruno con il Dalai Lama?



Esiste un libro, "L'ombra del Dalai Lama", scritto da Victor e Victoria Trimondi (ex-buddisti e conoscenti personali del Dalai Lama) che prende in esame gli aspetti oscuri e magici della figura del leader religioso tibetano.
Il libro è pubblicato in tedesco e ne esiste una versione inglese on line, sul sito dei Trimondi.
http://www.trimondi.de/SDLE/Contents.htm
Il sottoscritto ha estratto e tradotto per voi una parte iniziale in cui si introduce l'argomento....
In seguito vi passerò un'altra piccola parte.... quella in cui si scopre cosa c'entra Giordano Bruno.
Ma il libro è lungo e articolato, per cui rimando ad una lettura completa --in inglese-- tutti coloro che desiderano approfondire l'argomento.

In particolare..... nel primo capitolo "Buddismo e misoginia" viene affrontata in modo critico la questione del Tantrismo e viene perseguita la tesi di tutto il libro, che:

"Il mistero del Buddismo Tantrico si basa sulla manipolazione dell'amore erotico, in modo da realizzare il potere androcentrico universale".
Ma come..... ah ecco, ..... il tantra è tanto di moda......... ma possibile che....... potere e religione?...... magia tibetana....? Ma mi ero abituato/a a credere che....... Bon (-po!)...... Che dire.... io desidero che questo piccolo sforzo vada a beneficio di tutti gli esseri che aspirano alla libertà e ad una visione non ostruita...... "stay tuned for more"....


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INTRODUZIONE

Luci ed ombre

Morto il Budda, per secoli la sua ombra è restata visibile in una caverna, un'ombra terribile e raggelante. Dio è morto; ma essendo l'uomo quello che è per secoli a venire ancora ci saranno caverne dove si vede la sua ombra e noi, noi dobbiamo trionfare sopra quest'ombra.

Friedrich Nietzsche

.......

Per la civiltà occidentale il Dalai Lama appare come la luce più pura. Secondo l'ex-presidente Jimmy Carter egli rappresenta un nuovo tipo di leader mondiale, che ha posto i principi di pace e compassione al centro della sua politica e che, mediante la sua natura gentile e vincente, ha mostrato a tutti come si possono sopportare con perseveranza e pazienza i peggiori colpi del destino.
Oggigiorno egli simboleggia la dignità umana e la responsabilità globale per milioni di persone. Fino a poto tempo fa difficilmente qualcuno, ad eccezione dei suoi nemici, i comunisti cinesi, aveva osato criticare questo impotente/onnipotente luminare. Ma poi, dal nulla, nel 1996, qualche nuvola si è addensata sulla brillante aura del "Budda vivente".

Alcune imputazioni, accuse e sospetti hanno iniziato ad apparire sui mass media. Prima su internet, poi in qualche isolato articolo della stampa, e alla fine in programmi televisivi (vedi Panorama su ARD [Germany], 20 Novembre 1997 e 10 vor 10 su SF1 [Switzerland], 5-8 Gennaio, 1998).
Nel contempo che le stelle di Hollywood stavano erigendo un altare mediatico per il loro Dio Tibetano, gli attacchi al Dalai Lama sono divenuti più frequenti. L'elenco delle accuse sarebbe imbarazzante
anche per un politico più mondano, ma per un re divino sarebbero orrende. E per l'occasione gli attacchi non sono venuti dal regime cinese, ma da dentro suoi stessi ranghi.

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Presentiamo qui la lista delle accuse al Kundun, dal 1997, che svilupperemo in dettaglio in questo nostro studio.....

  • 1) l'associazione con il "guru del gas velenoso" Shoko Asahara (“l'affare Asahara”);
  • 2) la repressione violenta della libera espressione religiosa interna ("l'affare Shugden");
  • 3) la scissione in altre sette buddiste ("l'affare Karmapa");
  • 4) il frequente abuso sessuale delle donne da parte di lama tibetani ("l'affare Sogyal Rinpoche e June Campbell");
  • 5) l'intolleranza verso gli omosessuali;
  • 6) l'uccisione rituale (rif. ad un evento del 4 febbraio 1997);
  • 7) collegamenti al nazionalsocialismo ("l'affare Heinrich Harrer");
  • 8) il nepotismo ("l'affare Yabshi");
  • 9) la vendita del proprio paese ai cinesi (rinuncia alla sovranità tibetana);
  • 10) menzogne politiche;
  • 11) revisione della storia, e molto altro.

Sua Santità con il guru Shoko Asahara

Dal giorno alla notte.... il dio è diventato un demone.

D'improvviso gli occidentali cominciano a chiedersi se il re della luce che viene dall'Himalaya possa avere un'ombra sinistra o mostruosa. Cosa intendiamo per "ombra" del Dalai Lama? La possibilità di un aspetto oscuro, tenebroso e "sporco", sia come personalità sia come figura politico-religiosa, in contrasto con la figura pura e brillante che egli vuol delineare come "il maggiore eroe della pace vivente ai nostri tempi" nella consapevolezza di milioni di persone.

Per la maggioranza della gente che lo conoscono personalmente o attraverso i mass media, tali dimensioni oscure di Sua Santità sono inimmaginabili. Non passerebbe la minima ombra di dubbio, dal momento che il Kundun saprebbe nascondere i minacciosi e demonici aspetti del Buddismo tibetano e i molti capitoli oscuri della storia del Tibet. Fino al 1996 egli è riuscito (a parte le critiche debolmente fondate del regime cinese) nel giocare il ruolo dell'eroe scintillante sul palcoscenico mondiale.


“Realpolitik” e la “Politica of Simboli”

Il nostro studio si divide in due parti: la prima contiene un quadro e una critica dei fondamenti religiosi del Buddismo ("Tantrico") tibetano, dal titolo "Rituale come politica".
La seconda parte ("Politica come rituale") esamina i poteri politici del Kundun e le sue premesse storiche. La relazione tra potere e religione è dunque centrale nel nostro libro.

[ecc.]

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Fin qui... tutto bene.

Love you madly,
PoP