venerdì 17 ottobre 2008

Linguaggio Standard ed E-Prime (versione lunga)

[Libero adattamento da "Quantum Psychology" di Robert Anton Wilson]





Nel 1933, in "Scienza e Sanità", Alfred Korzybski propose di abolire lo "è di identità" dalla lingua inglese. "Questo "è di identità" prende forma in "X è Y" [A=B], come per esempio in "Giuseppe è un comunista", "Maria è un'impiegata ottusa", "l'universo è una macchina gigantesca", ecc.
Nel 1949 David Bourland Jr. propose l'abolizione di tutte le forme del verbo "essere" e chiamò questa proposta (la lingua inglese senza il verbo "essere") E-Prime, abbreviazione di English Prime.

Alcuni scienziati, tra i quali Albert Ellis e E.W. Kellogg, hanno provato a scrivere in E-Prime. Bourland racconta di alcuni casi in cui gli studi di "sombunall members"* di un gruppo di ricercatori divennero improvvisamente accettabili e assunsero un senso, appena riscritti in E-Prime. In generale tuttavia, E-Prime non ha ancora preso piede negli ambienti dotti e neppure nel linguaggio popolare.

[* "sombunall" - neologismo: 'Some but not all' ("Alcuni ma non tutti"), così definito da Robert Anton Wilson nel suo libro "Quantum Psychology"]

Da notare che la maggior parte dei fisici scrive in E-Prime in ogni caso, a causa dell'influenza dell'Operazionismo, la filosofia che ci dice di definire le cose dall'operazione eseguita; ma pochi hanno una qualche consapevolezza di E-Prime come disciplina e molti di essi scivolano in affermazioni che usano il verbo "essere" troppo di frequente, confondendo così se stessi ed i lettori.

Nonostante ciò, E-Prime pare risolvere molti problemi che altrimenti appaiono irrisolvibili; serve anche da antibiotico contro quello che Korzybsky definisce "il pensiero demonizzante". Nella maggior parte di questo libro [Robert A. Wilson, "Quantum Psychology"] ho usato E-Prime in modo che il lettore possa iniziare a sentir familiarietà con questo nuovo modo di mappare il mondo; in altri punti invece ho lasciato che il verbo "essere" del normale inglese si insinuasse nuovamente (chi l'ha notato?) per discutere alcune dei più strani e superstiziosi modi di pensare che esistono in tutta la nostra società e che ricorrono sempre quando "essere" s'infiltra nei nostri concetti.
(Come indizio, o avvertimento, ho messo "è/essere" tra virgolette dubbiose..... per indicare il suo ruolo centrale nelle confusioni qui discusse).

Come sa chiunque abbia un computer, il software può cambiare le funzioni dell'hardware in modi radicali e spesso sorprendenti. La prima legge dei computer (così antica che pare risalire alle oscure ere di Cthulu, quando sauri giganti e Richard Nixon dominavano la terra) dice succintamente "Garbage In, Garbage Out" (GIGO in breve) o "Shin Shout" (Shit in, shit out) che significa che la spazzatura che ci metti dentro è esattamente quella che poi esce fuori.

Il software sbagliato garantisce risposte sbagliate, o totale gibberish [discorso confuso e incomprensibile]. Al contrario, il software corretto, se lo trovi, spesso garantisce "miracolose" soluzioni a problemi che fin lì apparivano intrattabili.

Poiché il cervello non riceve dati grezzi, ma elebora dati mentre li riceve, dobbiamo capire che tipo di software usa il cervello. Semplicemente, il verbo "essere" predispone il cervello ad una cornice medioevale e aristotelica, e rende impossibile comprendere moderni problemi ed opportunità. Un caso classico di GIGO, in breve. La rimozione di "essere" e lo scrivere/operare sempre e soltanto in linguaggio operazionale/esistenziale ci predispone, di contro, in un universo moderno dove possiamo trattare con successo con questioni moderne.

Per cominciare a capire E-Prime in pratica, consideriamo le seguenti due colonne,
la prima scritta in linguaggio standard, la seconda in E-Prime.
















































Il fotone è un'onda Il fotone si comporta come un'onda, quando forzato attraverso
certi strumenti.
Il fotone è una particella. Il fotone si comporta come una particella, quando forzato
attraverso certi strumenti.
Giovanni è infelice e di malumore.Giovanni appare infelice e di malumore in ufficio.
Giovanni è vivace e di buonumore. Giovanni appare vivace e di buonumore sulla spiaggia.
L'auto che ha investito il pedone ed è fuggita era una Ford
blu.
Nella mia memoria, penso di ricordare l'auto che ha investito
il pedone ed è fuggita come una Ford blu.
Questa è un'idea fascista. Questa mi sembra un'idea fascista.
Behetoven è meglio di Mozart.Nel mio presente stato, un misto di educazione ed ignoranza, Behetoven mi
sembra meglio di Mozart.
L'amante di Lady Chatterly è un romanzo pornografico.L'amante di Lady Chatterly mi sembra un romanzo pornografico.
L'erba è verde. L'erba risulta verde alla maggioranza degli occhi umani.
Il primo uomo pugnalò il secondo con un coltello. Penso di aver visto il primo uomo pugnalare il secondo con
un coltello.

Nel primo esempio, ciò che nel linguaggio standard è una formulazione "metafisica" o aristotelica, in E-Prime diventa una formulazione operazionale o esistenziale. Questo può interessare solo filosofi o scienziati d'inclinazione operazionale/fenomenologica.... ma consideriamo cosa accade con il secondo esempio.

In linguaggio standard, "il fotone è un'onda" e "il fotone è una particella" si contraddicono a vicenda, proprio come nelle frasi "Robin è un ragazzo" e "Robin è una ragazza". Tuttavia, per tutto il 19° secolo gli scenziati hanno dibattuto su questo, fin quando, nei primi anni '20 del 20° secolo, è diventato ovvio che la prova sperimentale dipende dagli strumenti o dal set-up dell'esperimento. Un tipo di esperimento mostra sempre la luce che viaggia in onde; un altro tipo prova che i fotoni viaggiano come particelle.

La contraddizione creò considerevole costernazione. Alcuni si divertirono a parlare di "wavicles" (ondicelle). Altri dichiararono con disperazione che "l'universo non è razionale" (a significare che l'universo non segue una logica aristotelica). Altri ancora cercarono speranzosi l'esperimento definitivo (mai ancora realizzato) che avrebbe chiaramente provato se i fotoni "sono" onde o particelle.

Di nuovo, se consideriamo la traduzione in E-Prime, vediamo che non esiste alcuna contraddizione, alcun "paradosso", nessuna "irrazionalità" nell'universo. Troviamo anche che ci siamo costretti a parlare riguardo a ciò che accade effettivamente nello spaziotempo, mentre in linguaggio standard ci troviamo a parlare di qualcosa che non è mai stato osservato nello spaziotempo -- la "essenza" o "coseità" aristotelica del fotone.

La debolezza dell'"essenza" o "coseità" aristotelica sta nell'assunzione di una innata "coseità", che ogni "oggetto" contiene quello che cinicamente il filosofo tedesco Max Stirner chiamava "spooks" (fantasmi, spettri). In un famoso scherzo di Moliere, un medico ignorante tenta d'impressionare alcuni villici ancora più ignoranti con la "spiegazione" che l'oppio ci fa sentire sonno poiché in esso c'è una "proprietà che induce il sonno". Per contrasto, un'affermazione scientifica operazionale definirebbe in modo preciso come la struttura della molecola di oppio si lega chimicamente a specifiche strutture di recettori nel cervello, descrivendo così degli effettivi eventi nel continuum spaziotemporale.

In termini semplici, l'universo aristotelico è fatto di un'accozzaglia di "cose" con al loro interno "essenze o "fantasmi" ; mentre il moderno universo scientifico (o esistenzialista) adotta una rete di relazioni strutturali. (Vedere di nuovo il primo esempio di Linguaggio Standard ed E-Prime, per vedere più chiaramente la distinzione).

La comicità del medico di Moliere non regge il paragone con la teologia promulgata dal Vaticano. Secondo il Tomismo Aristotelico (la filosofia ufficiale vaticana) "le cose" hanno non solo delle "essenze" o "fantasmi" al loro interno, ma hanno anche degli "accidenti" o apparenze esterni. Con questo si spiega il Miracolo della Transubstanziazione: in questo strabiliante, meraviglioso Miracolo, un pezzo di pane si tramuta in una parte del corpo di un Ebreo vissuto 2000 anni fa.

Gli "accidenti" - compreso tutto quanto si può osservare riguardo al pane, sia con i nostri sensi sia con i più sofisticati strumenti scientifici - gli accidenti non cambiano. Per gli occhi o per il gusto, come per il microscopio elettronico, il pane non ha subito alcun cambiamento. Non assume neppure il peso di un corpo umano, ma mantiene il peso di un pezzetto di pane. Ciononostante, per i Cattolici, dopo il miracolo operato da qualunque sacerdote, il pane "è" il corpo del suddetto Ebreo morto, un certo Yeshua ben Yusef, che al Vaticano chiamano Gesù Cristo. In altri termini, l'"essenza" del pane "è" l'Ebreo morto.

Appare ovvio che in tale cornice l'"essenza" del pane può "essere" tutto, o si può affermare che "sia" qualunque cosa. Potrebbe essere l'essenza di Babbo Natale o potrebbe "essere" l'essenza di entrambi, Gesù e Babbo Natale, o potrebbero "essere" i Fratelli Marx, oppure un milione di altre cose, di fantasmi che coesistono felicemente nel regno fuori dello spaziotempo dove tali entità metafisiche sembrano abitare.

Cosa ancora più stupefacente, questo Miracolo può avvenire soltanto se il sacercote ha un Pisello. Mentre i Protestanti, gli Ebrei, i Buddhisti Zen ecc. in anni recenti hanno ordinato prete molte donne, il Vaticano resta fermo nel principio che solo un maschio - un umano con un Pisello - può trasformare l'"essenza" del pane nell'"essenza" di un uomo morto duemila anni fa.

Il cannibalismo implicato in questo Rito, così come i culti fallici, risalgono all'Età della Pietra e all'idea che le "essenze" possono essere trasferite da un organismo ad un altro. L'omosessualità rituale, distinta da quella per divertimento, giocò un ruolo prominente in molti culti pagani della fertitlità, in seguito incorporati nella metafisica cattolica.
(Vedere "Il ramo d'oro" di Frazer e "Il culto degli organi riproduttivi" di Wright. Ci vuole un fallo per trasmutare il pane in carne; come credevano alcuni nostri antenati, per compiere qualunque grande lavoro di Magia ci vuole un fallo).

In Lingua (Inglese) Standard, possiamo discutere ogni genere di materia metafisica e fittizia, spesso senza notare di essere entrati nei regni della teologia e della demonologia, mentre in English Prime possiamo solo discutere di esperienze (o transazioni) effettive nel continuo spaziotemporale. English Prime non può in ogni caso trasferirci in un universo scientifico, ma almeno trasferirci in modalità esistenziali o esperienziali, e ci conduce fuori dalla teologia medioevale.

Ora, chi gode delle speculazioni di teologia e/o demonologia può continuare a goderne. Qui si cerca solo di chiarire la differenza tra speculazioni teologiche ed effettive esperienze nello spaziotempo, in modo da non entrare inavvertitamente nel regno della teologia senza accorgersene. Per esempio la Corte Suprema, si è avventurata nella teologia/demonologia quando ha proclamato che "fottere" "è" una parola indecente. Il massimo che E-Prime può dire su questo è che: "Il termine "fottere" appare indecente nelle valutazioni del X per cento della popolazione, come nei normali metodi statistici.

Rivolgendoci all'enigmatico Giovanni che "è" infelice e di malumore. eppure "è" anche vivace e di buonumore, troviamo un sorprendente parallelo con il dualismo onda/particella. Se si resta nel tunnel di realtà veicolato dal Linguaggio Standard, si potrebbe concludere che Giovanni è un maniaco-depressivo. O un oratore potrebbe decidere che l'altro oratore non ha veramente osservato bene Giovanni, ovvero che "è" un testimone indegno di fiducia. Ecco che nuovamente l'iinocente-in-apparenza "essere" provoca e produce un mondo di fantasmi e può indurci in aspri dibattiti o violente liti.

Riscrivendo in E-Prime, troviamo che "Giovanni appare infelice e di malumore in ufficio", e "Giovanni appare vivace e di buonumore la domenica sulla spiaggia". Abbiamo lasciato il regno dei fantasmi e siamo rientrati nel mondo esistenziale e fenomenico delle esperienze effettive nel tempo e nello spazio. E.... guarda un po', un'altra contraddizione metafisica scompare nel processo.

Dire che Giovanni "è" una cosa qualunque apre sempre la porta a fantasmi e dibattiti metafisici. La logica storica della filosofia aristotelica così com'è incamerata in Linguaggio Standard, con ogni verbo "essere" provoca un'associazione di stasi, a meno che l'oratore o scrittore ricordi d'includere una data, ed anche così l'abitudine linguistica ci impedisce di notare la data e dar per scontato che "è" rappresenta una stasi (un'essenza aristotelica senza tempo, o fantasma).

"Giovanni è senza barba" può per esempio ingannare molti (ma non gli ufficiali di polizia addestrati), se Giovanni diventa un criminale e cambia il suo aspetto facendosi crescere la barba.

"Giovanni è un protestante" o "Giovanni è un cattolico" può cambiare da un giorno all'altro, se egli ha sviluppato un'abitudine di speculazione filosofica.

Ancora più strano, "Giovanni è un ebreo" può avere almeno cinque significati diversi, dei quali qualcuno cambia e qualcuno resta costante, ed un solo signicato che descrive come Giovanni si comporterà nello spazio e nel tempo....

Anche "Giovanni è un carpentiere" contiene falsità. Egli può aver cessato quel lavoro da quando l'avete visto l'ultima volta. Ora potrebbe lavorare ora come parrucchiere. Potrebbero esser successe cose ancora più strane. In E-Prime si scriverebbe "Giovanni aveva un lavoro di carpentiere, l'ultima volta che l'ho visto/sentito".

Banalità? Cose eccessivamente pedanti? Il professor Harry Weinberg -- guarda caso, lo conosco -- cercava una volta di mettere in evidenza questi punti davanti ad una classe, cercando di mostrare ai suoi studenti la falsità nell'affermazione "John F. Kennedy è il Presidente degli Stati Uniti". Il Dr. Weinberg fece notare che nessuno di coloro che sostenevano la verità dell'affermazione su Kennedy aveva accertato che niente fosse cambiato da quando erano entrati in aula. La lezione del prof. Weinberg terminò in modo più spettacolare di quanto ci si potesse aspettare, in quanto quel giorno era il 22 Novembre 1963, e tutti seppero ben presto che durante quell'ora di lezione John F. Kennedy era stato assassinato e che Lyndon B. Johnson aveva prestato giuramento come Presidente degli Stati Uniti.

Ciò rende l'idea difficile da dimenticare, non vi sembra?

Consideriamo l'esempio 5. In "L'auto ........era una Ford blu" incontriamo ancora il paradosso a due capi di Betrand Russell. Sembra che una Ford blu esista "dentro" la testa del testimone, ma se la Ford blu sia anche esistita "al di fuori" della sua testa resta da accertare. La percezione ordinaria è divenuta problematica anche fuori dai laboratori dell'ingannevole psicologia, a causa dell'intera storia delle testimonianze oculari che spesso crollano nelle aule di tribunale. Forse sarà che "l'universo esterno" (compresa la Ford blu) esiste da qualche parte in qualche Super-Testa? Pare che la traduzione in E-Prime -- "Nella mia memoria, penso di ricordare l'auto .... come una Ford blu" si accordi meglio con il livello esperienziale della nostra esistenza nello spazio e nel tempo che i paradossi che possiamo incontrare nel Linguaggio Standard.

James Thurber ci racconta che una volta vide un ammiraglio in uniforme del 19° secolo con tanto di basettoni fuori moda che pedalava su un monociclo in mezzo alla Fifth Avenue di New York; fortunatamente Thurber, avendo rotto gli occhiali e non essendoseli ancora fatti nuovi, non si preoccupò eccessivamente della sua sanità mentale.
Nel quartiere di Castro a San Francisco, una zona molto nota per gli omosessuali, io una volta vidi un cartello che diceva "HALF GAY CLEANERS" (lavanderia -- mezzo gay)-- ma guardando una seconda volta, diceva "HALF DAY CLEANERS" (lavanderia -- mezza giornata).

Perfino Aristotele, per quanto possiamo averlo maltrattato in questo articolo, aveva abbastanza buon senso da precisare, una volta, che "io vedo" contiene sempre una falsità; si dovrebbe dire "io ho visto". Passa sempre del tempo tra l'impatto di energia sull'occhio e la creazione di un'immagine (e l'associazione nome-idea) nel cervello; questo spiega come nel caso di tre testimoni oculari di un'investimento con omissione di soccorso come quella che prendiamo qui come esempio, non solo il primo abbia visto una Ford blu, ma il secondo una Volkswagen blu, ed il terzo addirittura una Toyota verde.

A volte i miei amici si stupiscono quando dico, a proposito di UFO (oggetti volanti non identificati), che ne vedo 2 o 3 alla settimana. Come studioso di Psicologia Transattiva, ciò non mi stupisce né mi allarma. Vedo anche UNFO (oggetti NON VOLANTI non identificati)-- e non mi precipito ad identificarli come procioni o cani levrieri, come qualcuno incontrato in precedenza. Molta gente vede UNFO senza pensare alle implicazioni di ciò, specialmente quando guida veloce, ma a volte anche a piedi. Troviamo che gli UFO siano di grande effetto perché qualcuno dice che essi "sono" astronavi aliene. I miei UFO restano non identificati, in quanto essi non mi ronzano intorno abbastanza a lungo da darmi il tempo di formulare un'ipotesi sulla loro natura. Penso che chiunque non veda di frequente degli UFO non padroneggi ancora la psicologia della percezione o la neuroscienza moderna. Il cielo contiene numerose cose che passano di gran lunga troppo veloci perché chiunque possa identificarle.

A volte anche mia moglie mi appare come un UNFO -- di solito intorno alle 2 o alle 3 di notte quando mi alzo dal letto per andare in bagno ed incontro una figura Misteriosa e Sconosciuta che emerge dall'oscurità della parte opposta del corridoio. Per fortuna in questi casi l'identificazione non prende molto tempo, e dunque non cerco di armarmi di un corpo contundente per difendermi.
Se ci pensiamo dal punto di vista di E-Prime, il mondo è fatto principalmente di UFO e UNFO. Pochissime "cose" (eventi nello spaziotempo) nell'aria o al suolo ci danno la possibilità di essere "identificati" con certezza.

Nel sesto esempio, "Questa è un'idea fascista" contrapposto a "Questa mi sembra un'idea fascista" -- la Lingua Standard implica un'essenza innata di natura medioevale, non nomina un'operazione in un contesto spaziotemporale, e non menziona alcuno strumento da usare per misurare un supposto "fascismo". La versione E-Prime non implica essenze o fantasmi, descrive l'operazione che avviene nel cervello di chi sta parlando e implicitamente identifica tale cervello come lo strumento che compie la valutazione. Non per caso il Linguaggio Standard da per scontanto anche una specie di "muro di vetro" tra l'osservatore e la cosa osservata, mentre l'E-Prime ci riporta nel moderno mondo quantico, dove l'osservatore l'osservato formano un'unità inseparabile.

Negli esempi 7 e 8, ["Behetoven è meglio di Mozart" / "Nel mio presente stato, un misto di educazione ed ignoranza, Behetoven mi sembra meglio di Mozart"]--["L'amante di Lady Chatterly è un romanzo pornografico" / "L'amante di Lady Chatterly mi sembra un romanzo pornografico"] di nuovo il Linguaggio Standard implica fantasmi innati e continua a separare tra osservatore e osservato; E-Prime non adotta alcun fantasma e ci ricorda il QUIP (QUantum Inseparability Principle -- il Principio d'Inseparabilità Quantica, così chiamata da Nick Herbert) cioè l'impossibilità di separare esistenzialmente osservatore e osservato.

Meditare sull'esempio 9 ["L'erba è verde" / "L'erba risulta verde alla maggioranza di occhi umani"] ci fornisce la risposta al famoso koan Zen "Chi è il Maestro che rende verde l'erba?".
Potrebbe anche risparmiarci frequenti liti (la maggior parte tra marito e moglie) se le nuove tende "siano davvero" verdi o celesti.

L'esempio 10 ["Il primo uomo pugnalò il secondo con un coltello" / "Penso di aver visto il primo uomo pugnalare il secondo con un coltello"] ci introduce a nuove sottigliezze. Non c'è neppure un verbo "essere" esplicito, e dunque anche chi conosce E-Prime può non vedere il problema, qui. Tuttavia se l'osservazione si riferisce all'esperimento famoso tra gli psicologi, la versione in Lingua standard contiene una divertente falsità.
Mi riferisco all'esperimento in cui due uomini irrompono in una classe di psicologia, lottando e gridando; ad un certo punto uno compie un movimento come di accoltellamento, e l'altro cade. Tutte le volte che è stato effettuato l'esperimento, la maggioranza dei presenti racconta di aver visto un coltello in mano all'uomo che ha effettuato il movimento di accoltellamento. Invece l'uomo non ha usato un coltello. Ha usato una banana.

Rivediamo tutte le traduzioni in E-Prime. Sembra che le persone allenate ad usarlo diventino più caute riguardo alle loro percezioni e non si "precipitano a giudicare" come la maggioranza di noi durante tutta la storia. Può anche darsi che vedano una banana invece di allucinare un coltello.


Esercizi

In gruppo, sperimentate riscrivendo le seguenti frasi di Linguaggio Standard in E-Prime. Osservate attentamente quali disaccordi o irritabilità possano sorgere.

"Il feto è una persona"

"Lo zigote è una persona"

"Ogni spermatozoo è sacro / Ogni spermatozoo è grande / Se uno spermatozoo è sprecato / Dio si adira molto" (Monty Python)

"La pornografia è un delitto"

"Giovanni è omosessuale"

"La tavola è lunga 120 cm"

"Il cervello umano è un computer"

"Quando presi l'LSD, tutto l'universo si trasformò"

"Behetoven era paranoico, Mozart era maniaco-depressivo e Wagner era megalo-maniaco"

"Oggi è martedì"

"L'amante di Lady Chatterly è un romanzo di sesso"

"Topi, talponi e conigli sono tutti roditori"

"Il paziente è resistente alla terapia"

"Peccato e redenzione sono finzioni teologiche. Il senso del peccato e quello della redenzione sono, di fatto, esperienze umane" (Wittgenstein)

martedì 14 ottobre 2008

Introducing E-Prime

"Il sistema linguistico di fondo (in altri termini, la grammatica) di ogni lingua non è solo uno strumento per riprodurre idee, ma piuttosto è esso stesso ciò che dà forma alle idee; è il programma e la guida dell'attività mentale dell'individuo, della sua analisi delle impressioni, della sua sintesi mentale della realtà"
--Benjamin Lee Whorf- ('Language, Thought and Reality')



Vorrei introdurre un nuovo argomento........
qualcosa che ci parla della forma del mondo così come la vediamo, come ce la siamo creata. Il nostro personale livello di realtà (e di corrispondente illusione).

Si chiama E-Prime.
Magari vi posto l'intera spiegazione in un secondo momento....
Intanto qui spiego solo brevemente di cosa tratta:

E(nglish)-Prime è una Lingua (inglese ma si applica bene anche all'italiano) Standard a cui si toglie il Verbo Essere in generale.
Una lingua in cui non è + possibile dire

"Giovanna è un centauro".

Si dovrebbe dire:

"Giovanna appare nella foto come un centauro".

Naturalmente non tutte le lingue hanno il verbo essere, ma l'italiano e l'inglese lo hanno, per cui....

Un altro esempio?
Lo shakespeariano

"Essere o non essere. Questo è il problema..."

In E-Prime diventa:

"Supporre di esistere o supporre di non esistere.
Questo pare presentarsi come un problema...."


Curioso!


Dopo questa introduzione, maggiori dettagli ed approfondimenti prossimamente.
Come si dice, STAY TUNED for E-Prime.
Una visione quantistica e non + aristotelica del mondo.

mercoledì 8 ottobre 2008

N. Higher Aesthetics TEST

See how cool this looks to your ears!




Traduz:
Test di Estetica Normale Superiore -
Che ne pare di questo alle tue orecchie?



Se non sbaglio il 70° compleanno di Sun Ra.

Take also a look here




"you're in space age now....
you can't run away...
you can't hide.
Cosmic age.
You know you know
but you know you're wrong....
you got to face the music.
Year 2000 knocking on your door...
you can't run you can't hide...
year 2000 on it's way."

domenica 5 ottobre 2008

Conoscete ...

Bill Hicks?






Altri video di B.Hicks con sottotitoli in italiano:
http://uk.youtube.com/user/noworkgroup
(vedete quanti messaggi di ringraziamento per le traduzioni!)

www.billhicks.com